Desertes - Grange Millaures - Lauzet - Autagnas - Balbieres

1. Note tecniche

2. Presentazione

Per i frequentatori abituali di Cesana o dell’Alta Val di Susa, è l’occasione per visitare il paesino, dalle case intonacate di bianco, ben visibile in alto a destra, quando si scende per la statale 24 verso Oulx, dopo aver superato il bivio di Fenils.

All’andata percorriamo un sentierino che a stretti tornanti ci fa salire direttamente a Desertes. Al ritorno, per un tratto, utilizziamo la strada sterrata che, per quanto accidentata, è percorribile alle auto. Non siamo tuttavia disturbati dal traffico, con il vantaggio di un percorso agevole che ci consente la visita di Balbieres.

La scelta del senso di marcia, tien conto che è più piacevole salire su pendii ombreggiati, riservando alla discesa la funzione contemplativa, quando lo sguardo spazia senza ostacoli.

Desertes, con le sue frazioni, sino agli inizi del 1900 contava una popolazione di quasi 200 abitanti. Accorpato al comune di Cesana nel 1928, negli anni ’60 era ancora abitato stabilmente da una ridotta popolazione, tanto da giustificare la costruzione del ponte sulla Dora Riparia, allora giudicato faraonico, avvenuta nel 1958.
In quegli anni, i ragazzi che frequentavano le scuole medie, scendevano sino al bivio della statale a piedi, dove il pullman li caricava per portarli ad Oulx, e di pomeriggio, facevano il percorso in senso inverso. Alcuni valenti fondisti del passato sono originari della frazione, a riprova della validità dell’allenamento.

I dati aggiornati al 2003 c’indicano due residenti a Desertes, ma certamente non durante la stagione invernale, quando la strada resta chiusa per neve.

3. Per portarci alla partenza

Per portarci alla partenza.Con la statale 24 da Cesana scendiamo in direzione d’Oulx. Superate le deviazioni per Mollieres e per Fenils, a 5 km dal capoluogo, troviamo segnalato, a sinistra, il bivio per Desertes. Imboccata la stradina lasciamo l’auto in prossimità del ponte sulla Dora Riparia, poco oltre il bivio.

Superato il ponte, la segnaletica della Regione c’indica la direzione per Fenils ed, in senso opposto, per Desertes, stimato ad 1 ora di cammino.

4. Itinerario

Seguiamo la sterrata per 300 metri circa, ed al ponte sul rio che scende nel vallone di Desertes, in corrispondenza del cartello della Regione che c’indica Desertes ed il Sentiero la Vouta, prendiamo il sentiero a sinistra. Costeggiamo alcune costruzioni militari che furono adibite a polveriera e guadiamo una prima volta il corso d’acqua verso sinistra. Poco più avanti alla nostra destra, sul lato opposto del rio, troviamo l’indicazione “Sentiero La Vouta 0,30”. Riattraversiamo ed imbocchiamo il sentiero.

Nel corso dell’ascensione abbiamo modo di apprezzare la maestria con cui è stato scelto il percorso. Costante e regolare nel salire segue costantemente il crinale per evitare i danni che potrebbero essere arrecati dalle piene dei torrenti laterali. Il raggio delle curve si mantiene uniforme per favorire il transito degli animali da soma.

Durante la salita verifichiamo i progressi fatti in rapporto a Balbieres, la frazione a destra, a quota 1.400, che visiteremo sulla via del ritorno. Dopo circa un chilometro arriviamo alla carrozzabile sterrata per Desertes. La percorriamo e giungiamo alla frazione.

All’uscita, l’indicazione della Regione c’indica Colletto Grigio e Fenils ad 1 ora e 30 minuti, verso sinistra, e Grange Millaures proseguendo in salita sulla nostra strada.

Abbiamo percorso 2.700 metri e siamo a quota 1.576. Tempo: 1 ora e 40 minuti.

L’andamento tranquillo della carrozzabile ci da modo di ammirare, sulle falde del Cotolivier, di fronte a noi, la chiesa di Autagnas, inconfondibile per i due portici bianchi e simmetrici, inconsueti per un edificio dedicato al culto. Più in alto, sono visibili le costruzioni di Lozet. A destra, sulla parte opposta del vallone di Desertes, nella foresta di larici e pini, individuiamo il Colletto Grigio ed il Colletto Rosso.

La strada compie un’ampia curva a sinistra contornando una modesta elevazione. Oltre la svolta ci appaiono le Grange Millaures e contemporaneamente, a destra, notiamo l’indicazione del Sentiero Balcone, per Vazon, cui dovremo tornare.

I verdeggianti pendii su cui sono costruite le Grange e le montagne dalle forme variegate che a 360 gradi fanno da sfondo, ci rappresentano un quadro per cui sono valsi i nostri sforzi.

Abbiamo percorso 3.800 metri e siamo a quota 1.712. Tempo: 2 ore e 15 minuti.

Riprendiamo in senso inverso la strada percorsa, per ritornare all’indicazione del Sentiero Balcone per Vazon, e svoltiamo a sinistra, su un ampio sentiero pianeggiante. Per circa 1.000 metri i segni bianchi e rossi ci accompagneranno. Superiamo subito un basso fabbricato militare, bianco con i serramenti metallici. Il sentiero sale per un breve tratto, per ritornare orizzontale e gradevole. Lozet in distanza è inconfondibile per il gruppo di larici che le fan ornamento. Autagnas, più in basso, è quasi del tutto occultato dalle latifoglie.

Una staccionata di legno, a protezione di una presa d’acqua, e, poco più avanti, due vasche da bagno utilizzate come serbatoio, costituiscono i punti di riferimento per abbandonare il Sentiero Balcone. La nostra strada continua pianeggiante e poi in leggera discesa.

Ora, tuttavia, s’impone una piccola deviazione per arrivare a Lozet, che vediamo a meno di 200 metri. La visita ravvicinata delle case e delle loro strutture di legno, che avremo modo di esaminare anche all’interno, c’invogliano a percorrere gli ultimi metri di salita della giornata.

Abbiamo percorso 5.000 metri e siamo a quota 1.750. Tempo: 2 ore e 40 minuti.

Ritorniamo al sentiero precedentemente abbandonato per scendere sino ad Autagnas che scorgiamo a soli 300 metri. Dalle prime case, dobbiamo procedere orizzontalmente per arrivare alla chiesa che avevamo già notato in distanza.

La porta, posta al riparo di due arcate bianche e simmetriche, è aperta. All’interno si evidenziano preoccupanti crepe. L’iscrizione all’ingresso dice: Madonna della Neve; S. Michele; S. Lucia. Notiamo che le due borgate, Lozet ed Autagnas, sono raggiungibili unicamente a piedi. A scanso d’equivoci, in ogni caso, per tenere a distanza la civiltà dei consumi, sull’arcata d’ingresso della chiesa, è stata posta la scritta “Divieto d’affissione”.

Abbiamo percorso 5.700 metri e siamo a quota 1683.

Riprendiamo il nostro itinerario in discesa e, dopo 400 metri circa, ad una biforcazione, prendiamo il più comodo ramo di destra, che ci porta ad attraversare orizzontalmente un piccolo prato. Contorniamo una modesta elevazione, a destra, e giungiamo in vista di Balbieres, in basso, sulla perpendicolare.

Il sentiero continua ripido zig-zagando ed offrendoci impressionanti colpi d’occhio sulla statale a fondo valle. Lungo il percorso abbiamo modo di individuare, sulle falde del Fraiteve: Autagne, Colombieres e Solomiac, altre frazioni in posizioni incantevoli e disabitate, che costituiscono la meta d’altre passeggiate.

In breve entriamo in Balbieres.

Abbiamo percorso 7.000 metri. Siamo a quota 1.420. Tempo: 3 ore e 15 minuti.

Attraversando la frazione, in Piazza Vittorio Emanuele, ammiriamo una vecchia casa magistralmente ristrutturata. La fontana ci offre l’opportunità di rinfrescarci e di fare una sosta. La gran costruzione chiara, a sinistra, è quella visibile dalla statale.

Scendiamo per via Frutteri di Castigliole e giungiamo in Piazza Chiapusso, dove una lapide ricorda l’incendio “di Balbieres – Comune di Desertes” del 1902, e la ricostruzione fatta dalla popolazione, con l’aiuto del 3° Reggimento Alpini. A fianco si decifra una scritta che dice: Il nostro motto è Vincere e Vinceremo. Molto opportunamente la scritta è sbiadita.

Ancora sulla piazza troviamo la chiesa dedicata ai Santi Firmino e Saturnino.

Imbocchiamo la sterrata carrozzabile che ci conduce al bivio e procediamo in discesa sulla via del ritorno. L’andamento tranquillo della strada ci da modo di rivivere e ricordare le tante “scoperte” della giornata. Domani, forse, saremo pronti a fare altri progetti, a fissarci nuovi obiettivi. Intanto il fondo valle si avvicina di pari passo con il nostro procedere.

Agevolati dalla discesa in meno di un’ora arriviamo all’auto.

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